Tagged: Salvatore Smedile

Chanzonella. 27

Facite l’amor nun facite sciarri! Manciate, bevite, facite a pennicchia, lu carpe pigghiate! Inchianate subra i pini e cuntate i stelli! Un, due e tre, facite l’amor… Un, due e tre, nun facite sciarri!

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Chanzonella. 26

Si rivolge a voi il mio parlato. Prestar e accompagnar una damigella che al primo fior ne ha bisogno per le strade e i vicoli del borgo prima della messa e dopo la preghiera un braccio forte sicuro e fermo dove lei s’appoggia e le dà foggia nel pensiero e nell’anima onesta e pura. Ogni Re ha la sua conquista che dura quel che dura. Ogni uomo è Re di sé e del contrado suo e delli altri che siedono al suo fianco.

 

 

 

 

 

 

 

 

Chanzonella. 25

Ogni clemenza appare e volge al termine il suo corso del buon cuore di chi giudica del buon umore del giudicato. L’indulgenza sia sé stessa aderente alla tolleranza delle cose di ogni giorno che scricchiolano inafferrabili, che cigolano sulle porte antiche che chiudono e aprono i risvolti di ciò che non ha nome. Perché furono disdetti i detti e furono detti i contraddetti e pace non fu più.

Chanzonella. 24

Ricardo, figlio mio, fruscio di pelo esiste per traviare l’uomo il carro il bue, indirizzarlo verso il cupo fetore delle notti immacolate e lorde. Voglie non lasciare sul campo arato dei sensi e dei consensi poiché la fame e l’appetito si fan mangiando. In questo pozzo la fine non c’è mai eppur ci sei caduto uomo come gli altri col chiodo fisso del pertugio profumato.

 

Chanzonella. 23

Last time repeat in air che sente nelle sue folate e si compone, dispone di veder l’erba che tal pose il passo a spasso coi levrieri innocui e mansueti. La caccia è stata breve, la volpe è ancora in libertà in terra inesplorata vede ciò che vede e sente ciò che sente ma quello sarà non è più il final più meglio.

Chanzonella. 22

Tradir nella notte a cuor leggero raggirar il fedel amor e fedele intesa concordati in nascita, disuniti in vita e ricomposti in morte insidiar il fatal finire, tradurr in action il budello che muove e canta il divenir dell’agito moto. Oracolo non parla invano se tu l’orecchia porgi a quanto vo dicendo per espiare il male che t’ho fatto. La giga dice più di quel che dice: sotto le lenzuola ognuno è Re.

Chanzonella. 21

Mio corpo che vivi e respiri in me come un terrier attaccato alla catena, mio corpo che non tradisci un corpo di Regina abituata alle carezze che ti chiede ciò che non chiede a chi chieder dovrebbe e potrebbe chieder in obbligo di far la parte sua. Mio corpo che volto dai a quello che non hai prendi fiato e volto dai a quello che tu sei…