Chanzonelles

testi di Salvatore Smedile | illustrazioni di Alberto Valente

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CHANZONELLES tre canti eroici

 I Orlando la follia d’amore   |   II Ricardo la sete di potere   |   III  Rinaldo l’incantesimo del reale

Le tre storie ruotano intorno a un eroe che lotta per recidere il filo l’invisibile che lo muove. Le parole e i gesti ricostruiscono ogni volta un mondo nuovo. La vicenda si svolge in un labirinto che apre e chiude le sue via d’uscita. Il finale è sempre aperto. L’oracolo, che conosce tutti i risvolti della trama, è una voce fuori campo che accompagna lo spettatore durante lo spettacolo. La trilogia, una liberazione progressiva dai fili del destino, è tenuta insieme da un divertente entrelacement: la narrazione è continuamente sospesa e ripresa in più storie legate tra loro. Lo scopo è far sentire lo spettatore al centro degli avvenimenti come nei poemi cavallereschi.

Orlando Amore e follia si rincorrono in una rilettura contemporanea del poema cavalleresco. Gli attori danzano, cantano e improvvisano su canzoni-poesie precedute da un prologo e scritte in un possibile italiano del ‘500 in cui confluiscono neologismi, dialetto siciliano, dialetto piemontese, francese, spagnolo e turco. Orlando affronta otto situazioni della realtà amorosa e della follia: il mal d’amore, la prigione del sentimento, il desiderio, il richiamo del corpo, la fedeltà, il torbido delle passioni, la follia, l’estasi carnale.

Ricardo In un ipotetico e astorico Medioevo, Ricardo si insedia in un regno dominato da un machiavellismo fine a se stesso. La sua corte è la scacchiera su cui si muovono i personaggi e dove ogni azione determina una catena di conseguenze per tutti. Nello spettacolo le voci dei cortigiani e dei loro doppi si sovrappongono e si intersecano per comporre una storia nella quale il senso è inapparente e nello stesso tempo fisicamente presente. La lingua è un italiano aulico con qualche cenno ironicamente british. L’oracolo, che conosce tutti i risvolti passati e futuri della vicenda, è una voce fuori campo che commenta gli snodi della rappresentazione.

Rinaldo La vicenda si svolge nel periodo delle ultime crociate in Terra Santa. Se il punto di partenza e alcuni personaggi sono più o meno reali, la trama è pura invenzione: un labirinto di situazioni in un meccanismo a spirale che precipita vorticosamente nel caso e nell’inverosimile, producendo in attori e spettatori un senso di smarrimento. La storia, che ruota su se stessa a causa di un falso mago incapace di dominare i suoi poteri e gli eventi, potrà ritrovare la sua strada con un rito ancestrale della Reina. I personaggi sono dei pupi in balia di forze oscure e imprevedibili. La lingua, composta da un italiano aulico francesizzato, misto a siciliano e forme dialettali del sud, neologismi e fonemi primordiali, evoca e crea realtà fantastiche della quotidianità.