Santa Smarrita.I

disegni di Alberto Valente – testi di Salvatore Smedile

Santa Smarrita

“Questa Santa piange lacrime di solitudine e smarrimento come l’anima in pena di chi?”, scriveva un lettore sul blog nulla dies sine linea, dove Santa Smarrita in versione graphic poetry è apparsa per la prima volta in forma parziale (settembre e dicembre 2012).
I quadri-icone di Santa Smarrita hanno partecipato a Torino Spiritualità (2012) e hanno fatto da sfondo a una performance di teatro danza con la danzatrice Erika Di Crescenzo.
Dopo La taverna di Brest (con la figura di Fayaway) e Ricardo (con quella di Mary Queen), Santa Smarrita conclude la trilogia di Urzene sul femminile. Si tratta di una via crucis laica composta da 14 parole simbolo, stazioni di una vita che appartiene a tutti, uomini e donne.
Nel raccontare la propria perdizione e il proprio riscoprirsi nell’evanescente, Santa Smarrita suggerisce il silenzio come presupposto di ogni ritrovamento poiché ascoltare è più importante che parlare.

S_1nb

 

I. LIMINE

Vede e non vede
l’ombra la Santa
il chiaro e l’oscuro
si perde per strada
si perde la donna
si perde la Santa
la donna è la Santa
la Santa è la donna
che cerca la strada
la strada non c’è
la strada dov’è?
a volte la trova
a volte rimane
nel bosco di sera
la strada è nascosta
la strada è lontana.

 

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s